
C’è una misura fiscale entrata in vigore il 1° gennaio 2026 che molte aziende stanno ancora sottovalutando. Si chiama iperammortamento e consente di dedurre fiscalmente molto più di quello che si spende. Non è un rimborso, non è un contributo a fondo perduto: è qualcosa di diverso, e capirlo bene cambia completamente la prospettiva sull’investimento.
Cos’è davvero l’iperammortamento (e perché non è un credito d’imposta)
Quando si parla di incentivi fiscali, molti pensano ai crediti d’imposta dei piani Transizione 4.0 e 5.0, ormai superati. L’iperammortamento 2026 funziona in modo diverso.
Non ottieni un credito da scalare subito dalle imposte. Ottieni il diritto di ammortizzare il bene a un valore maggiorato rispetto a quello che hai pagato, riducendo così il reddito imponibile — e quindi le imposte — per tutta la durata dell’ammortamento.
Un esempio concreto:
Investi 100.000 € in un software gestionale. Grazie all’iperammortamento, lo deduci fiscalmente come se ne avessi spesi molti di più.
Per i software (beni immateriali, Allegato V della Legge di Bilancio 2026), la maggiorazione segue gli scaglioni previsti dalla norma, con livelli fino al 180% a seconda dell’importo dell’investimento. Anche per i macchinari e gli impianti fisici (beni materiali, Allegato IV), la maggiorazione arriva fino al 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro. Chi abbina all’ERP anche nuovi macchinari 4.0 può quindi beneficiare di entrambe le aliquote, cumulate sullo stesso progetto.

La misura è introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ed è operativa dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Le percentuali di maggiorazione nel dettaglio
| Tipo di bene | Maggiorazione | Cosa significa su 100.000 € |
|---|---|---|
| Software, ERP, MES, CRM, BI (Allegato V) | fino al 180% (in base agli scaglioni di investimento) | Deduci come se avessi speso fino a 280.000 € |
| Macchinari, impianti, robot (Allegato IV) fino a 2,5 M€ | 180% | Deduci come se avessi speso 280.000 € |
| Macchinari da 2,5 M€ a 10 M€ | 100% | Deduci come se avessi speso 200.000 € |
| Macchinari da 10 M€ a 20 M€ | 50% | Deduci come se avessi speso 150.000 € |
Un dettaglio importante spesso trascurato: secondo le prime interpretazioni operative, le soglie si applicano per singolo anno, non sull’intero triennio. Questo significa che un’azienda che distribuisce gli investimenti nel 2026, 2027 e 2028 può accedere ogni anno all’aliquota massima, moltiplicando il vantaggio complessivo.
La grande novità del 2026: il software torna agevolabile
Nel 2025, i software erano stati esclusi dagli incentivi 4.0. Dal 2026 rientrano esplicitamente, grazie all’Allegato V della Legge di Bilancio 2026, che comprende: software, sistemi, piattaforme, applicazioni, algoritmi e modelli digitali funzionali alla trasformazione digitale delle imprese.
Questo significa che investire in un gestionale evoluto — ERP, MES, CRM, Business Intelligence — non è più solo una scelta operativa. È una scelta fiscalmente conveniente in modo concreto e misurabile.
Il requisito chiave è l’interconnessione: il software deve dialogare attivamente con i sistemi aziendali di gestione della produzione o con la rete di fornitura. Non basta un programma “smart”: deve essere parte integrante dell’infrastruttura digitale dell’azienda.
Un esempio reale: ERP + macchinari 4.0
Immagina un’azienda manifatturiera che investe 230.000 € in un sistema ERP integrato con MES, e contestualmente acquista hardware e server per 72.000 €:
- Software ERP/MES (Allegato V): maggiorazione 100% → extra-deduzione 230.000 € → risparmio IRES stimato 55.200 €
- Hardware (Allegato IV): maggiorazione 180% → extra-deduzione 129.600 € → risparmio IRES stimato 31.104 €
- Risparmio fiscale totale stimato: circa 86.000 € su un investimento complessivo di 302.000 €
In questo scenario, quasi un terzo dell’investimento torna sotto forma di minori imposte pagate nel tempo.
MAGO è già certificato Industria 4.0: zero incertezze sull’ammissibilità
Uno dei rischi più comuni quando si valuta l’accesso all’iperammortamento è l’incertezza: il mio software è davvero ammissibile? Soddisfa i requisiti di interconnessione? Servirà una perizia?
Con MAGO ERP, questo problema non esiste.
MAGO è già certificato Industria 4.0, il che significa che il software risponde ai requisiti tecnici previsti dalla normativa per rientrare nell’Allegato V. L’interconnessione con macchinari, sistemi MES, piattaforme di Business Intelligence e CRM è parte nativa della sua architettura — non un’aggiunta a posteriori.
Per l’azienda che sceglie MAGO, la conformità tecnica è già garantita al momento dell’acquisto. Rimane da gestire correttamente la documentazione richiesta: la perizia tecnica asseverata (nei casi previsti dalla normativa) e le comunicazioni al GSE tramite la piattaforma telematica dedicata.
Cosa puoi agevolare con MAGO e le soluzioni Atik
L’iperammortamento 2026 copre l’intero ecosistema digitale che Atik progetta e implementa:
ERP (MAGO) — la gestione integrata di amministrazione, vendite, acquisti, magazzino e produzione. È la spina dorsale del sistema 4.0, senza cui è difficile parlare di vera interconnessione.
MES — il controllo in tempo reale della produzione. Integrato con MAGO, crea un flusso continuo di dati tra reparto produttivo e gestione aziendale, con monitoraggio di efficienza, scarti e tempi macchina.
CRM— la gestione strutturata del ciclo commerciale. Quando è collegato all’ERP, elimina doppioni, allinea le informazioni e rende il ciclo ordine-fatturazione molto più fluido.
Business Intelligence — dashboard e report che trasformano i dati di ERP e MES in decisioni. Il management smette di rincorrere i numeri e inizia ad anticiparli.
Tutti questi strumenti, implementati in modo integrato e interconnesso, rientrano nell’agevolazione dell’Allegato V.
Prima il progetto, poi l’incentivo — ma con le idee chiare
Un errore frequente è costruire un investimento attorno all’incentivo, anziché usare l’incentivo per rendere più sostenibile un progetto già sensato.
La sequenza corretta è:
- Analizzare i processi — dove si perdono tempo e dati, dove l’errore umano costa di più
- Definire l’obiettivo — maggior controllo della produzione? Riduzione del ciclo ordine-consegna? Reporting direzionale strutturato?
- Scegliere le soluzioni — ERP, MES, CRM, BI in base ai problemi reali
- Strutturare l’accesso all’agevolazione — con MAGO la conformità è già garantita; Atik supporta nella predisposizione della documentazione tecnica necessaria
In questo modo l’iperammortamento non è la ragione per investire, ma il motivo per investire adesso e in modo più strutturato.
Conclusione
L’iperammortamento 2026 è un’opportunità concreta per le imprese che vogliono digitalizzare i propri processi. Il software gestionale è tornato agevolabile dopo un anno di esclusione. MAGO è già certificato Industria 4.0. E le soluzioni Atik — ERP, MES, CRM, BI — sono progettate per rispettare i requisiti di interconnessione previsti dalla normativa.
Con l’iperammortamento, ogni euro investito in software genera una deduzione fiscale maggiorata, con un risparmio IRES che si distribuisce lungo il piano di ammortamento e alleggerisce concretamente il costo reale del progetto.
Contattaci per valutare insieme il tuo progetto: partiremo dai tuoi processi, costruiremo la soluzione più adatta e ti aiuteremo a strutturare l’investimento in modo da accedere all’iperammortamento con piena conformità tecnica e documentale.


