
La migrazione da TeamSystem a Mago è una scelta che alcune PMI valutano quando il proprio ERP non risulta più pienamente allineato alle esigenze organizzative, di crescita o di integrazione tecnologica.
Un ERP è il cuore dei processi amministrativi, commerciali e produttivi: cambiarlo richiede metodo, pianificazione e controllo, non improvvisazione.
Il timore principale riguarda la complessità del passaggio e il rischio di bloccare l’azienda. Con un metodo strutturato e un partner esperto, la transizione può avvenire in modo controllato, progressivo e senza interruzioni operative.
In questa guida analizziamo cosa comporta davvero il cambio gestionale e come affrontarlo in modo consapevole.
Perché valutare la migrazione da TeamSystem a Mago
Negli ultimi mesi stiamo dialogando con diverse aziende che stanno riconsiderando il proprio ERP per esigenze legate a:
- Evoluzione dei costi di licenza e manutenzione
- Necessità di un supporto più vicino e strutturato
- Maggiore flessibilità nelle personalizzazioni
- Integrazione più ampia con CRM, Business Intelligence e strumenti collaborativi
- Riduzione della dipendenza operativa da un unico modello di gestione
Per molte imprese la questione non riguarda solo il costo in sé, ma la prevedibilità e la governabilità del costo nel tempo. Comprendere come evolveranno licenze, moduli, servizi e aggiornamenti è fondamentale per pianificare investimenti coerenti con la crescita aziendale.
Quando un ERP non è più coerente con l’evoluzione dei processi aziendali, può essere utile valutare soluzioni che offrano maggiore integrazione, scalabilità e controllo.
Mago ERP rappresenta per molte PMI una soluzione strutturata e modulare, integrabile all’interno di un ecosistema digitale completo.
Le principali paure nella migrazione
Cambiare ERP non è una decisione banale. Le preoccupazioni più comuni sono legittime e vanno affrontate con metodo.
Perdita o incoerenza dei dati
Parliamo di anni di contabilità, anagrafiche clienti, storico ordini, magazzino, documenti fiscali. Il timore di perdere informazioni è reale.
Interruzione dell’operatività
Fermare fatturazione, logistica o produzione anche solo per pochi giorni può generare un impatto significativo.
Resistenza interna al cambiamento
Il personale teme di dover imparare un nuovo sistema e di perdere produttività nella fase iniziale.
La verità è che questi rischi dipendono quasi esclusivamente dal metodo adottato per la migrazione, non dal software in sé.
Come funziona una migrazione strutturata: il metodo Atik

Il Metodo Atik è un percorso strutturato in 5 fasi chiare, pensate per garantire controllo, continuità operativa e zero improvvisazioni.
1. Analisi dei processi aziendali
Studiamo flussi, criticità e integrazioni prima di intervenire sui dati.
- Flussi amministrativi
- Ciclo attivo e passivo
- Gestione magazzino
- Produzione (se presente)
- Integrazioni con CRM, BI o e-commerce
L’obiettivo è comprendere a fondo il funzionamento aziendale per progettare un sistema più efficiente, non limitarsi a replicare quello esistente.
2. Mappatura e bonifica dei dati
I dati vengono estratti, verificati e riallineati alle nuove codifiche.
- Anagrafiche clienti e fornitori
- Articoli e magazzino
- Movimenti e documenti
- Quadrature contabili
Questa fase garantisce coerenza informativa e solidità amministrativa fin dal primo giorno di utilizzo del nuovo ERP.
3. Ambiente di test e simulazione
Prima del go-live simuliamo l’operatività completa in un ambiente controllato.
- Emissione documenti
- Movimenti di magazzino
- Registrazioni contabili
- Report e analisi
Testiamo ogni passaggio per validare dati, processi e integrazioni, riducendo al minimo il rischio di criticità.
4. Pianificazione del go-live
Definiamo una finestra strategica e un piano operativo dettagliato.
- Fine mese o fine trimestre
- Checklist operative
- Validazioni finali
- Backup di sicurezza
Il go-live non è un evento improvvisato, ma una fase pianificata e condivisa con la direzione aziendale.
4. Avviamento e affiancamento
Supportiamo l’azienda fino al raggiungimento della piena autonomia operativa.
- Formazione per reparto
- Presenza on-site o da remoto
- Supporto nelle prime chiusure
- Monitoraggio post-avviamento
L’obiettivo è garantire stabilità, continuità e sicurezza decisionale fin dalle prime settimane di utilizzo.
Leggi anche: Cosa aspettarsi da una consulenza ERP con Atik?
Differenti modelli di Gestione ERP
Nel valutare una migrazione è utile comprendere che esistono differenti modelli di gestione dei progetti ERP.
| Aspetto | Modello Centralizzato | Modello basato su Partner territoriale |
|---|---|---|
| Assistenza | ❌ Struttura Centralizzata | ✅ Referente Dedicato |
| Personalizzazione | ❌ Standardizzata | ✅ Adattabile al contesto |
| Pianificazione upgrade | ❌ Definita dal vendor | ✅ Pianificazione Condivisa |
| Gestione Progetto | ❌ Supporto prevalentemente remoto | ✅ Presenza operativa e affiancamento |
| Struttura dei costi | ❌ Maggiore dipendenza da logiche di listino ed upgrade imposti | ✅ Pianificazione modulare e progressiva |
| Uno degli aspetti più rilevanti nella scelta di un ERP riguarda la governance economica del progetto: valutare il Total Cost of Ownership (TCO) significa considerare non solo le licenze, ma anche i costi indiretti legati a inefficienze, tempi di risposta, personalizzazioni e dipendenze operative.
Atik come partner Mago ERP ha un approccio consulenziale e territoriale che consente una maggiore condivisione delle scelte progettuali ed economiche. |
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Domande frequenti sulla migrazione da TeamSystem a Mago
La migrazione da TeamSystem a Mago è complessa?
Dipende dal metodo. Senza analisi preventiva può diventare problematica. Con una roadmap chiara, ambienti di test e verifiche strutturate, il passaggio è controllato e progressivo.
Rischio di perdere dati durante la migrazione?
No, se il progetto prevede estrazione strutturata, bonifica, mappatura e test di quadratura prima del go-live. La sicurezza del dato è una priorità nella fase di transizione.
L’azienda deve fermarsi durante il cambio gestionale?
Non necessariamente. Pianificando lo switch a fine periodo contabile e prevedendo test completi prima dell’avvio ufficiale, l’operatività può proseguire senza blocchi.
Quanto tempo serve per completare la migrazione?
Dipende dalla complessità aziendale, dal numero di moduli attivi e dalle integrazioni presenti. Una PMI strutturata può completare il passaggio in poche settimane se il progetto è ben organizzato.
Il personale farà fatica ad adattarsi a Mago?
Ogni cambiamento richiede accompagnamento. Con formazione mirata e affiancamento operativo nei primi giorni, la curva di apprendimento viene ridotta in modo significativo.
Migrazione senza blocchi operativi: è davvero possibile?
Sì, se il progetto è pianificato correttamente.
Le strategie più efficaci includono:
- Migrazione programmata in momenti di minor carico operativo
- Allineamento saldi e contabilità in modo verificato
- Eventuale fase di doppio sistema temporaneo per controllo
- Switch definitivo solo dopo test completi
Il rischio maggiore non è valutare un cambio ERP. Il rischio maggiore è rimandare una decisione strategica quando il sistema attuale non è più pienamente allineato agli obiettivi aziendali.
I benefici concreti dopo la migrazione
Le aziende che completano con successo la migrazione riscontrano spesso:
- Maggiore integrazione tra area amministrativa e commerciale
- Controllo di gestione più rapido grazie alla Business Intelligence
- Migliore collaborazione interna
- Maggiore autonomia nelle personalizzazioni
- Riduzione delle inefficienze operative
Inoltre, l’integrazione con CRM, strumenti Microsoft e soluzioni di cybersecurity permette di costruire un ecosistema IT coerente e moderno.
Quando è il momento giusto per cambiare ERP
Valuta seriamente la migrazione se:
- I costi evolvono senza un corrispondente miglioramento percepito
- Il supporto non è allineato alle esigenze operative
- Il gestionale non dialoga in modo efficace con altri strumenti aziendali
- Le modifiche richiedono tempi eccessivi
- Il sistema attuale inizia a rappresentare un limite strategico
Un ERP non si cambia quando è già un problema operativo. Si valuta quando comincia a rallentare l’evoluzione dell’azienda.
Il ruolo del partner nella migrazione
Il successo della migrazione da TeamSystem a Mago dipende in larga parte dal partner scelto.
Atik non si limita all’implementazione ERP, ma integra:
Questo approccio garantisce una visione strategica e non solo tecnica del progetto.
Conclusione
La migrazione da TeamSystem a Mago non è un salto nel vuoto, ma un progetto strutturato che può portare maggiore efficienza, controllo e integrazione. Con il giusto metodo e un partner esperto, il passaggio avviene senza blocchi operativi e con benefici tangibili nel medio periodo.
Se stai valutando il cambiamento, il momento migliore per analizzarlo è adesso, prima che le criticità diventino un freno alla crescita.
Stai considerando la migrazione da TeamSystem a Mago ma vuoi essere certo di non bloccare la tua azienda?
Contatta Atik per una consulenza personalizzata: analizziamo i tuoi processi, definiamo una roadmap chiara e ti accompagniamo in ogni fase del passaggio, in totale sicurezza.


