Molte volte, nella trattazione di mezzi trasmissivi o in genereale di circuiti elettronici, si cerca di capire come un segnale (di tensione o di corrente) applicato all’ingresso di un dispositivo ne esca “cambiato”. Ciò è conseguenza sia del segnale stesso e sia del mezzo attraversato. Si ragiona allora in termini di “frequenza”. Nozioni legate alla banda passante, o in generale alla “funzione di trasferimento”, permettono di capire come il segnale di uscita sia stato modificato durante il passaggio in tale mezzo.
Concetti come Integrale , Numeri Complessi, Serie di Fourier, Trasformata di Fourier, Trasformata di Laplace, sono le basi di una tale trattazione.
Per tale argomento, si cita come fonte il testo “TEORIA DEI SEGNALI – Prof. Paolo Mandarini – Casa editrice EUROMA”
Vista la complessità di tale argomento, è stato suddivisa tale trattazione in 6 articoli. Alcuni concetti non verranno spiegati ma solo menzionati mentre per i teoremi verrà dato solo l’enuciato visto che le dimostrazioni risultano essere molto lunghe.
Iniziamo con il caso di Segnali Periodici con periodo T (ossia segnali che presentano una ripetizione della loro forma d’0nda : x(t)=x(t +T) )
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Considerare x(t) periodico di periodo T significa dire che il valore di x(t) assunto nel punto -T/2 sarà sicuramente uguale al valore di x(t) assunto nel punto T/2.
In tale situazione si definisce Frequenza Fondamentale del segnale periodico, l’inverso del periodo T : F=1/T
Ora se x(t) è periodico e se nell’intervallo da -T/2 a T/2 tale x(t) è assolutamente integrabile, allora x(t) si può esprimere tramite lo sviluppo in Serie di Fourier:
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dove l’esponenziale complesso ( detto anche Funzione Elementare Complessa o Armonica di Ordine n )all’interno della sommatoria corrisponde a
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ossia ad una funzione con valori complessi.
In definitiva si ha che ogni segnale periodico può essere visto come la somma di una infinità numerabile (n è un valore intero che va da – ∞ a + ∞) di segnali elementari del tipo
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Ciascuno dei segnali elementari viene detto Componente Armonica a frequenza fn.
Per quanto riguarda il coefficiente Xn, esso risulta essere in genere complesso
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Questi coefficienti (si parla al plurare proprio per la presenza dell’indice n) possono essere rappresentati tramite una successione:
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Tale successione prende il nome di Spettro di Ampiezza Complessa del segnale x(t)
Considerando x(t) reale (ossia che la funzione assuma solo valori reali) e visto che in questi articoli si considereranno tali, si ottiene un ulteriore proprità:
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ossia
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Ora, poiché il Xn è complesso, esso puo essere rappresentato tramite modulo e fase:
In questo caso, le successioni dei moduli e delle fasi
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vengono chiamati Spettro di Modulo e Spettro di Fase del segnale. Avendo considerato x(t) reale, anche per tali successioni vale la proprità:
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Vediamo un caso in cui applicare tale trasfomazione.
Consideriamo il seguente segnale:
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Lo Spettro di Ampiezza Complessa assume i seguenti valori:
Re{Xn} |
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Im{Xn} |
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Lo Spettro di Modulo risulta essere
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mentre lo Spettro di Fase
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In definitiva le armoniche di ordine 1, 2,3, -1,-2 e -3 contribuisco alla rappresentazione del segnale.
Per quanto riguada la Potenza Totale di un segnale, può essere espressa nel caso di un segnale periodico per mezzo dello spettro di x(t):
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In tale case, la successione dei contributi delle potenze totali dei singoli segnali elementari rappresenta lo SPETTRO DI POTENZA del segnale x(t)
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Per l’esempio precedentemente considerato, lo Spettro di Potenza risulta essere
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Ora il coefficiente Xn dipende da n. Ma in realtà si può dire che Xn sia funzione della frequenza, ed in particolare in funzione delle f per cui :
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Allora si può dire che la successione dei coefficienti Xn, puo essere rappresenta da un unica funzione :
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che prende il nome di Inviluppo dello Spettro di Ampiezza. Allora x(t) può essere espressa come
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In questo caso, alla precedente rappresentazione si da il nome di Rappresentazione Nel Dominio Della Frequenza del segnale x(t).